La sindrome degli antenati

Dalla comprensione di come al di là dell’aspetto psicologico ci sia una dimensione esistenziale umana che lo precede, le Costellazioni dell’Essere sono un’ulteriore evoluzione della psicoterapia nella meditazione. In questo processo i vari elementi che compongono la personalità vengono esposti alla pura osservazione dell’Essere.
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Una sintesi dei differenti studi sull'influsso dell'eredità familiare sulla nostre psiche. E' questo il tema centrale del libro scritto da Anne Ancelin Schützenberger intitolato «La sindrome degli antenati» (Di Renzo Editore). L'opera, la bibbia della psicogenealogia, prende spunto da Freud secondo il quale in «Totem e tabù» i processi psichici si prolungano da una generazione all'altra.
Corriere della Sera Sabato 14 giugno 2008, pag 17

 

Dal sito: ItaliaNotizie di di Anna Pullace
23 maggio 1993: Ayrton Senna, 3 volte campione del mondo di F1 morto il primo maggio 1994 sul circuito di Imola, vince il suo sesto gran premio di Montecarlo.
23 maggio 2008: Bruno Senna, 24enne nipote del mitico pilota brasiliano, vince a Montecarlo la prima delle 2 prove settimanali della Gp2.
E’ una coincidenza davvero sconcertante che un evento così particolare, a 15 anni di distanza, sia rivissuto, nello stesso giorno dello stesso mese, da un familiare. Bruno Senna aveva 11 anni quando suo zio Ayrton morì in un incidente durante il Gp di San Marino il primo maggio 1994. La mamma, Viviane, sorella del grande campione brasiliano, confessa che è colpa sua se il figlio, promessa dell’automobilismo, è entrato tardi nel mondo delle corse. “Dopo la morte di Ayrton non abbiamo mai parlato di F1 in casa, in modo che il piccolo Bruno non crescesse condizionato”. Fare finta di niente però non è servito, perché il “piccolo Bruno”, legatissimo allo zio, a 18 anni annuncia che il suo sogno è correre.
Viviane cerca di ostacolarlo per 2 anni, poi deve arrendersi, perché la passione del figlio è grande e anche il talento, come ha dimostrato in questi 4 anni. Bruno somiglia moltissimo allo zio. “Mi ricorda Ayrton - ammette la madre – per i valori che lo motivano”. La sorella Bianca, sua manager, trova che la vittoria di un altro Senna a Montecarlo sia una cosa magica. Già, magica ma strabiliante per la coincidenza della data. Il mistero della ripetizione delle date nelle storie familiari è stato indagato da Anne Ancelin Schutzenberger, novantenne professoressa emerita dell’università di Nizza, che nel suo libro La sindrome degli antenati (Di Renzo Editore), ormai alla sua 15esima edizione, ha cercato di spiegare come gli esseri umani non sono che anelli in una catena di generazioni e spesso sono vittime di traumi ed eventi già vissuti dagli antenati.
La psicoterapeuta parigina ha condotto ricerche negli archivi di comuni francesi e canadesi alla ricerca di rapporti in cui sono riportate date di malattie e di operazioni, date di nascita, di morte, di incidenti, di matrimoni e altri eventi. Le sue conclusioni sono che la sindrome esiste realmente e che c’è un’evidenza scientifica che mette in relazione i traumi o i grandi eventi familiari e le date in cui si verificano, come se ci fosse una memoria inconscia che si trasmette inconsapevolmente attraverso le generazioni e, per quanto riguarda gli episodi negativi, può creare paure, insicurezze e fragilità mentale.
A noi piace pensare, invece, che in casi come questo dei Senna, ci sia una continuità fra le generazioni, come un passaggio di testimone fra padri e figli, in cui si riprende un percorso interrotto, a volte tragicamente. Un altro esempio di strane coincidenze o giochi del destino, rimanendo nel mondo dei motori, riguarda Jacques Villeneuve, figlio dell’indimenticabile Gilles, morto durante le qualifiche del Gp del Belgio nel 1982. Al suo esordio in formula Indy il numero estratto a sorte per la sua auto è stato il 12, lo stesso con cui suo padre è diventato famoso per le sue prodezze in F1, mentre nella stagione successiva gli è toccato il numero 27 che è quello legato agli anni di Gilles in Ferrari con cui è entrato nella leggenda.

 

È una teoria secondo cui certi avvenimenti si ripetono in modo ciclico all’interno di alcune famiglie. È stata elaborata il secolo scorso dall’ormai novantenne Anne Schutzenberg, esperta di parapsicologia e psicologia trans-generazionale. La studiosa notò che alcune famiglie vivevano eventi identici a diversi anni di distanza ma negli stessi giorni e mesi. Il perché di tutto ciò rimane tuttora ignoto, ma si e cercato di ipotizzare delle soluzioni all’enigma. Nel suo libro, “La sindrome degli antenati”, la Schutzenberg propone alcune storie, tra cui quella di Natalie, una bambina di 3 anni che disegnava continuamente delle maschere anti-gas che sognava, pur non avendone mai visto alcuna. Natalie un giorno si rivolse hai genitori dicendo <<>>. I genitori, sconvolti da queste parole, fecero delle ricerche e scoprirono che un prozio della bimba era morto soffocato da dei gas durante la seconda guerra mondiale, nello stesso giorno del compleanno di Natalie, ma molti anni prima.La Schutzenberg sostiene che alcuni avvenimenti sono tramandati alle generazioni successive in maniera inconscia, e i fenomeni che si verificano possono essere positivi, quali promozioni o matrimoni, e anche negativi, ad esempio morti violente o verità nascoste. E’ plausibile che vengano tramandati anche traumi, paure e atteggiamenti. Una possibile risposta potrebbe essere che doveri e impegni che i nostri avi non sono riusciti a portare a termine, fenomeni difficili da accettare, come malattie o morti improvvise, si ripetano all’infinito fino a che non vi si è posto rimedio.

 

La psicoanalisi ci ha da tempo abituato a tener conto dei moventi ignoti del nostro comportamento. Ma noi mal comprendiamo i ruoli che sosteniamo nel nostro ambiente diretto e nella società. Recitare questi ruoli in un contesto protetto permette di riattivare i sentimenti sottostanti e di restituire alla persona la libertà d’azione e la spontaneità creatrice necessarie a qualunque adattamento sociale. Tale è lo scopo dello psicodramma.

Anne Ancelin Schützenberger che ha per prima introdotto questa tecnica terapeutica in Francia, ce ne descrive qui tutti gli aspetti e lo svolgimento, spiegando un centinaio di psicodrammi (dalla tecnica della “sedia vuota” al test di spontaneità, passando per lo psicodramma infantile e il rovesciamento dei ruoli).
Lo psicodramma è in primo luogo una rappresentazione di gruppo che si fa in gruppo, per il gruppo, dal gruppo e con il gruppo, richiede un auditorio, composto di persone della stesso ordine e condizione di quelli che sono sulla scena, loro pari, degli attori e di una squadra psicodrammatica.
Non si tratta di uno psicodramma individuale, davanti a un gruppo che osserva e aiuta, ma di un’esperienza di gruppo, di uno psicodramma “fatto insieme".

 

Se da un lato c'è il senso dell'estraneità a un passato che pesa come un macigno, dall'altro il fossile del ricordo è sedimentato ben bene dentro noi. Anne Ancelin Schutzenberger come un bravo speleologo scava nelle grotte vecchie 200 anni raggiungendo fino all'ottava generazione di profondità. Ce lo racconta con le sue mani esperte e con i suoi vissuti. L'inconscio ha buona memoria di ciò che è stato e i suoi contenuti altro non sono che i non detti, tramandati di generazione in generazione.

È per questo che dobbiamo ricordare. Solo la conoscenza rende liberi. Liberi di costruire una vita autentica senza che l'eco del passato pretenda ancora di essere ascoltata sottoforma di una sindrome da anniversario (gli avvenimenti importanti del ciclo di vita si ripetono attraverso date ed età), di lealtà familiari invisibili (i debiti e i crediti di ciascun membro sono scritti nel grande libro dei conti familiari), di nevrosi di classe (i figli con grande difficoltà supereranno il livello socioculturale del padre) e di fantasmi (gli aspetti vergognosi del passato familiare continuano a "ventriloquare" come appartenessero a qualcun altro). A fronte di frattali, boomerang, ritorsioni e rimbombi l'autrice propone l'approccio psicogene alogico che con lo strumento del genosociogramma permette al terapeuta, all'interno di una relazione autentica, di dare voce agli avvenimenti importanti della genealogia del cliente e al suo contesto storico ed evitare che continuino a bisbigliare in modo insidioso e segreto riscrivendo il passato nel futuro.

 

Lo psicodramma

Posted In: , , . By daniele



Lo psicodramma è un metodo d’approccio psicologico che consente alla persona di esprimere, attraverso la messa in atto sulla scena, le diverse dimensioni della sua vita e di stabilire dei collegamenti costruttivi fra di esse. Nello psicodramma si "gioca" e si concretizza sul palco le rappresentazioni mentali. Il protagonista dello psicodramma può trovare il sostentamento del gruppo di persone creando l'ambiente adatto alla messa in scena. A dirigere "il gioco" è lo psicoterapeuta che consente l'esteriorizzazione dei vissuti personali tramite improvvisazioni sulla scena. Non c'è nessun copione da rispettare, ma si improvvisa per analizzare l'attore stesso. L'ideatore di questa terapia è stato Jacob Levi Moreno che fondò il teatro della spontaneità. Anne Ancelin Schützenberger è stata allieva di Jacob Levi Moreno e Françoise Dolto. Dai suoi studi si deve lo sviluppo del genosociogramma, lo studio dell'albero genealogico in fatto di traumi psichici e di situazioni che si ripetono nel tempo di generazione in generazione.